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Rinite allergica (raffreddore da fieno): Cause, sintomi e rimedi

Si sente spesso parlare di rinite allergica e dal momento che questo è un tema popolare è bene andare a definire in dettaglio cos’è questa patologia, quali sono le possibili cause scatenanti, con quale sintomatologia si presenta, quali complicazioni può avere e a quali cure ci si può affidare.

Nelle prossime sezioni saranno analizzati in dettaglio tutti questi aspetti del raffreddore da fieno.

Cos’è la rinite allergica?

La rinite allergica è una risposta abnorme e spropositata del sistema immunitario ad una sostanza, che viene definita allergene. A questa malattia ci si riferisce spesso anche con la definizione di raffreddore da fieno.

La risposta abnorme del sistema immunitario porta ad uno stato infiammatorio della mucosa nasale ed è caratterizzata da una aumentata produzione di immunoglobuline E (IgE) in risposta ad una sostanza innocua, che in altri individui dunque non determina una risposta del sistema immunitario.

La produzione aumentata di IgE è il meccanismo centrale della rinite allergica ed è responsabile della comparsa della conseguente sintomatologia, di cui si parlerà in dettaglio nella sezione apposita.

In questa sezione è sufficiente segnalare che l’immunoglobulina E comporta il rilascio di grandi quantitativi di istamina, altro elemento chiave nella manifestazione clinica del raffreddore da fieno.

Come si classifica il raffreddore da fieno?

Il raffreddore da fieno può essere innanzitutto classificato in base al tempo di durata della sintomatologia: si parla di rinite allergica intermittente se i sintomi persistono per meno di quattro settimane, in caso contrario si parla di patologia persistente.

Un’altra classificazione è quella in base all’entità dei sintomi: si parla di rinite allergica lieve se i sintomi non alterano le attività quotidiane e non disturbano il sonno, oppure di moderata o grave a seconda di quanto influisce sulle attività di ogni giorno.

Quali sono le cause della rinite allergica?

Il raffreddore da fieno è dovuto ad una risposta immunitaria contro una sostanza innocua e fra le cause della rinite allergica bisogna dunque ricercare i principali allergeni:

  • Pollini delle graminacee
  • Pollini di erbe infestanti
  • Acaro della polvere (approfondisci qui)

Il periodo di presentazione del disturbo è dunque legato alla presenza degli allergeni. Per quanto riguarda l’acaro della polvere, il soggetto che ne è allergico può soffrire di rinite allergica durante tutto il corso dell’anno, anche se solitamente si riscontrano episodi di riacutizzazione durante i mesi primaverili.

Quali sono i sintomi della rinite allergica?

La sintomatologia più caratteristica del raffreddore da fieno è quella legata alle vie aeree. Il paziente si presenta con infiammazione della mucosa nasale, aumentata di produzione di muco limpido e starnuti frequenti.

La sintomatologia può interessare anche gli occhi, con prurito, arrossamento, gonfiore e lacrimazione. Il paziente può poi presentare tosse e prurito anche a livello del palato e delle orecchie.

Quali sono le possibili complicanze del raffreddore da fieno?

È importante riconoscere il raffreddore da fieno e curarlo, così da prevenire l’eventuale insorgenze delle complicanze della rinite allergica.

L’infiammazione della rinite allergica è caratteristicamente un processo acuto, che può però diventare cronico se la patologia non viene curata. L’infiammazione cronica si attesta poi come fattore di rischio per lo sviluppo di polipi nasali, sinusite ed otite media.

La rinite allergica può anche rappresentare un fattore di riacutizzazione dell’asma bronchiale. Si è visto tra l’altro che queste due patologie sono spesso correlate: i pazienti con asma bronchiale sono a rischio di sviluppare raffreddore da fieno ed il 40% circa dei pazienti con rinite allergica è anche asmatico.

Cure rinite allergica

Definita l’importanza della cura della rinite allergica, vediamo cosa fare per prevenire l’insorgenza dei sintomi o per alleviarne l’intensità. Il primo consiglio è di limitare l’esposizione all’allergene, dal momento che è proprio il contatto con questa sostanza a scatenare la risposta esagerata del sistema immunitario.

Nelle forme di rinite allergica intermittenti e di grado lieve, la terapia farmacologica si basa sull’assunzione di antistaminici, talvolta associati a dei decongestionanti per ridurre la congestione nasale.

Gli antistaminici vengono assunti per via nasale o per via orale.

Nelle forme di rinite allergica persistenti e di grado moderato e grave, la terapia si può basare sull’assunzione di corticosteroidi, la cui quantità dipende dall’individuo e dalla gravità della patologia.

La terapia con corticosteroidi deve essere stabilita dal medico curante dopo una attenta visita del paziente e dopo aver preso in considerazione la sintomatologia con cui esso si presenta e la durata della patologia.

È possibile anche andare alla ricerca dell’allergene che scatena la risposta immunitaria e, una volta individuato, sottoporsi ad una immunoterapia appropriata. Questa terapia ha mostrato avere benefici migliori se applicata ai bambini, ricordando però che non è indicata per i pazienti di età inferiore ai cinque anni.

Per la terapia della rinite allergica si ricorda di fare sempre riferimento al proprio medico curante, il quale deve essere la figura di riferimento per qualsiasi problema nell’ambito della salute. È sconsigliata l’autodiagnosi e soprattutto è sconsigliata l’autoprescrizione di farmaci.